Il lavoro che mobilita l’uomo.

“Se Parigi teniv ‘u mare, iev ‘na piccola Bari” (Se Parigi avesse il mare, sarebbe una piccola Bari). Questo detto barese calza a pennello per l’abbronzatura da ciclista di Alain Sabatier, originario di Parigi, una delle capitali europee che superano i dieci milioni di abitanti. Da ormai cinque anni abita a Bari. Come è possibile immaginare, ammette di essersi trasferito nel sud Italia per seguire la fidanzata pugliese conosciuta proprio a Parigi. Ora le cose sono cambiate, e anche se la fidanzata è diventata una “ex”, Alain ha deciso di rimanere in Puglia. Fedele a un’altra sua passione, la bicicletta.

“A Parigi facevo il coursiers, il pony express in bicicletta. Là parliamo di una situazione molto complicata, perché la città è enorme, con grandi problemi di traffico e molto smog”. I bike messengers sono ormai una realtà da molti anni negli Stati Uniti e nel nord Europa. Nella versione più originale, giravano a New York con biciclette fixies, quelle con freno pedale e senza marce.

Forse è facile immaginarsi un pony express destreggiarsi in bicicletta tra il traffico londinese o quello della Grande Mela, ma questo servizio si è diffuso anche nei paesi scandinavi, dove il traffico è scarso e il tempo non proprio temperato. Ora questa soluzione imprenditoriale è diventata una realtà in quasi tutta l’Europa. Anche in Italia i bike messengers pedalano ormai da qualche anno per le vie di Milano, Roma e Torino. Recentemente questo servizio è attivo, grazie ad esperienze di micro-imprenditoria, a Pordenone, Reggio Emilia, Catania, Parma. E grazie ad Alain e agli altri suoi compagni di avventura di Bari Bici Express anche in Puglia: “Certo, a Bari non ci sono grossi problemi di traffico, ma dalla nostra abbiamo il sole. Anche se il tempo per i bike messengers non è un problema. Lo dico per esperienza personale, visto che ho fatto questo lavoro a Parigi”. Le imprese di consegna pacchi in bicicletta, infatti, offrono almeno gli stessi standard delle imprese tradizionali in fatto di qualità del servizio, di tempistiche di consegna e di prezzi. Ovviamente il valore aggiunto è grande, visto che non inquinano e non aggiungono altro traffico cittadino. Qualche dubbio viene, però, nel pensare di portare questo servizio in realtà differenti da una capitale economica. “Bari è il capoluogo regionale, e sta cambiando molto. E’ una città molto estesa, ma è vero che l’economia non è trainante. Specialmente al sud, noi a Bari come ora anche Bici Express Catania, offriamo prezzi stracciati. Per questo abbiamo iniziato con un po’ di fatica. Vale a dire spese, sudore e pochi ritorni. Credo sia molto importante essere presenti ad ogni evento pubblico, mettersi in mostra durante le fiere e i convegni, dimostrare il proprio entusiasmo. E’ questo il nostro valore aggiunto. I clienti sono soddisfatti, ma siamo sempre alla ricerca di nuovi. Oltre a tutto questo, è fondamentale scegliersi dei buoni partner che credono come te in questo tipo di attività”. Un bike messengers a regime può percorrere sui 70-80 chilometri al giorno, tra i 20-30 se alla guida di un risciò. Alcuni sono dei veri e propri sportivi, che si “allenano” lavorando durante la settimana per continuare con gare ed escursioni durante il week-end. Come scrivono nei loro blog “aziendali”, questo lavoro è una testimonianza della volontà di intervenire positivamente sulla realtà urbana.

Anche in Francia questo servizio è nato dall’associare entusiasmo, ottimi partner e dipendenti motivati. Ma la solidità aziendale dei bike messengers è cresciuta, tanto che è già possibile aprire un’impresa di questo tipo in franchising. A Lione, la seconda area metropolitana della Francia, di ditte di pony express in bicicletta ce ne sono addirittura due, e hanno sedi sparse in altre città francesi. Coursiers vertes, la prima a impiantarsi in città, è stata recentemente acquistata da un pesce più grande, e non perché navigasse in cattive acque, anzi. Una terza società specializzata nel settore sta arrivando in città, ad aggiungersi ad altre attività a pedali, come quella dei risciò, che qui lavorano principalmente per affittare spazi pubblicitari. Non è dunque un caso che Lione abbia visto decrescere in pochi anni i numeri della mobilità su motore, grazie anche a una buona rete di trasporti pubblici. Il cittadino può scegliere tra metro, bus elettrici e bike sharing. E’ un fatto che a Lione si vedono più skates e monocicli che motorini.

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One thought on “Il lavoro che mobilita l’uomo.

  1. alain Sabatier ha detto:

    Grazie per l’articolo.
    Volevo soltanto fare qualche correzione di forma.
    I corrieri in bici si chiamano Bike messengers e non bike messangers.
    Poi la gente deve sapere che la popolazione di Parigi non supera 3 millioni.
    Anzi stiamo parlando forse di 2,5 millioni forse. La periferia invece è qualcosa di mostruoso (quasi 13 millioni ormai).
    Quindi Parigi è una città di dimensione media per una capitale (10x16km contro i 5x10km di Bari città) ed è 6 volte più popolata. Poi se Bari è un centro provinciale, Parigi è un polo attrattive regionale in cui affluiscono ogni giorno più di 3 altri millioni per lavoro, spese e pratiche varie. E non si contano i turisti che arrivano da tutto il mondo in qualsiasi periodo dell’anno… Comunque, il fatto è che a Bari, lavoro c’è, anche se siamo in una regione disaggiata economicamente.
    In fine, se effettivamente non ci sono tanti problemi di traffico come potrebbero accadere in una capitale come Parigi o Londra, rimane un bel problemaccio che sarebbe quello della manchezza generale di rispetto degli autisti in confronto dei cittadini, ovvero si parla del parcheggio selvaggio, e della pratica incondizionale della doppia fila (quasi una disciplina olimpica, almeno almeno una cattiva abitudina locale) per colpa della manchezza di posti di parccheggio dicono loro. Io direi perche ci sono troppe macchine a famiglia per questa città, e soprattutto perche non c’è la mentalità di andare per il centro a piedi o di utilizzare i trasporti pubblici, anzi piuttosto preferiscono passeggiare con le macchine sul lungomare o per portare e riprendere i bambini a scuola. E non parliamo dell’uso abusivo del telefonino in macchina e della scarsa potenza dei vigili urbani sul territorio comunale…
    Insomma, Bari Bici Express, oltre a proporre un servizio innovativo in quanto ecologico, flessibile ed economico per la cittadinanza, si impegna anche ad attivare una rete etica di utenti degli spazi pubblici per rinvigorire l’economia locale e sensibilizzare gli autisti, con il sostegno dell’amministrazione, al rispetto delle popolazioni urbani che si spostano in città in modo alternativo e sostenibile, ovvero a piedi o in bicicletta.

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