Biciclette fantasma

A Firenze qualche giorno fa un cittadino è stato multato – 38 euro – mentre portava la bicicletta a mano, ma contromano. La notizia lascia veramente a bocca aperta, ma non son mancati alcuni che hanno commentato on-line l’articolo del Corriere plaudendo: “Ben fatto!” Come al solito c’è chi dipinge le città come se fosse in preda a ciclisti che impazzano su marciapiedi e  strade contromano. Un po’ nello spirito col quale veniva accolto il fenomeno della bicicletta alla fine dell’Ottocento, quando un articolo dell’Osservatore Romano addirittura compiva un’equiparazione tra i temibili “velocipedisti” e i bombaroli anarchici.

Lasciamo da parte due problemi di fondo: la mancanza di ciclabili e decenti postazioni per le biciclette in città. Accenniamo solamente al fatto che, in molte città europee, alcune zone del centro cittadino hanno un limite dei 30km/h, in modo da permettere alle bici di circolare in controsenso. Sappiamo anche che pedalare (e portare a mano una bici) sulle preferenziali degli autobus costituisce una violazione al Codice della Strada, anche in questo caso ci sono state multe a Firenze. Sappiamo infine che parcheggiare un camion o una bicicletta su un marciapiede per il Codice della Strada non fa distinzione, l’ammenda è la stessa. Controsensi, ma tutti ben formalizzati.

Detto questo, l’Italia è al secondo posto in Europa per pericolosità stradale e al primo posto per morti che coinvolgono ciclisti, idem per i feriti. I dati sono facilmente reperibili sul web. Per molto meno, negli Stati Uniti è partito un movimento per far emergere questo problema che esiste in quasi ogni città. Si chiama Ghost Bike, e lo spunto fa venire in mente questo stralcio dalla serie La famiglia Griffin: 

Per aderirvi basta dipingere una bicicletta interamente di bianco e posizionarla dove un ciclista ha perso la vita in seguito a un incidente. 

A questo punto ci permettiamo di segnalare alcune esagerazioni in senso contrario, per far capire che un altro mondo è possibile, tanto che si sono adoperati per renderlo possibile. A Portland, considerando che in uno scontro tra un’auto e una bici è quest’ultima di gran lunga ad avere la peggio (!), hanno adottato alcune di queste piazzole verdi per proteggere i ciclisti al centro degli incroci stradali che hanno visto molta gente lasciarci la pelle.

A Copenhagen, dove hanno da poco rinnovato per la seconda volta il servizio di Bike Share System, non hanno altro da fare che creare questi comodi appoggi per i ciclisti in attesa al semaforo: “Hey, ciclista! Appoggia il piede qui e grazie per usare la bici in città!” Il troppo non sempre stroppia.

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