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Piazza Libera Tutti. Tourist-Watching a trecento passi sopra l’Arno.

Segnaliamo per questa domanica 3 Luglio, un’iniziativa che parte dal basso (vedi locandina), che più basso non si può, per arrivare in alto, a trecendo passi sopra l’Arno. Senza altri ingnobili giri di parole, elenchiamo la serie di iniziative che vede la presenza di Kindi insieme a una serie di gruppi e artisti, coordinati dal Comitato di San Niccolò.

Domenica 3 Luglio il Comitato di San Niccolò organizza Piazza Libera Tutti, festa di quartiere col patrocinio di Q1 e Comune di Firenze, e con il contributo di associazioni e artisti (No Dump; Kindi; Riot Van; Clet; Guerrilla Gardener; ecc.), dal pomeriggio fino al tramonto. Ecco un elenco dei loghi e degli eventi.

Il Piazzalino – 300 passi sopra l’Arno. Giradino Vegni, via San Niccolo’ 89.

Per fare un grande piazzale non serve un piazzale grande.
Contate trecento passi per scoprire una terrazza sconosciuta su Firenze, fra un inedito David di Michelangelo e un binocolo per avvistare i turisti.
…cocomero fresco, roba fresca, 200 specie vegetali diverse, tourist-watching, ghiaccioli d’autore, esibizioni machiste di bocce e tiro alla fune…
A cura di: Kindi

Tourist Watching
Giradino Vegni, via San Niccolo’ 89.
I turisti a Firenze sono osservabili in più di 300 specie diverse, ciascuna con piumaggi, infradito e comportamenti differenti.
La loro migrazione verso luoghi d’arte stagnante e gelaterie, ci permette di osservare le specie più insolite.
Molti si spostano principalmente per riprodursi, per cercare cibo e per fare file interminabili in condizioni proibitive.
Il fenomeno detto tourist-watching rende possibile osservare, armati di cannocchiale, i turisti migratori, cioè le specie che si trovano in quell’area solo di passaggio..
(Fonte: Kindipedia) Continua a leggere

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Private Flat stavolta Brucia Babilonia

Privato, ma non troppo. Sedici interventi artistici in altrettante case. Dal 8 al 10 ottobre (+ inaugurazione venerdì alla Casa della Creatività). La formula di Private Flat è ormai conosciuta e collaudata, ma lo spazio per immaginare un evento è sempre lì da riempire, tra il salotto, la scala, il sottoscala… Sul sito trovate la mappa delle abitazioni interessate, i gruppi dei performer coinvolti e altre indicazioni. Il tema di quest’anno è Brucia Babilonia, mettersi alla centro dei linguaggi, delle culture e della comunicazione per trovare un aiuola privata. E magari esploderla tentando di non intaccare le pareti dei gentili affittuari. Orientarsi e disorientarsi, sciogliere o stringere il nodo di quella matassa chiamata Babilonia.

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Paura e delirio al Parking Day… con Ray Banhoff di Raiders Italia

Paura e delirio al Firenze Parking Day… arriva un ospite nel suo “gonzo” viaggio lungo l’Italia a “scroccare” ospitalità e corrente elettrica per la sua moto a batterie. Nome del progetto: Ricarica Italia. Ray Banhoff della rivista Raiders si ferma durante la sua 19esima tappa improvvisando un Parking Day in via Sarpi con quelli di Kindi, venendo subito a contatto con lo spirito che più anima la città, vale a dire la signora che si ferma a chiedere: “Ma ce l’avete il permesso?” Alla vista del regolare scontrino rilasciato dall’integerrimo parchimetro, forse stanotte la signora avrà dormito sonni tranquilli. Forse.

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Scatto fisso. Tendenza al falso movimento.

Marco e Andrea di Fonderia Bici

Marco e Isacco di Fonderie Bici

“Scatto fisso”, come il titolo di Falso Movimento di Wim Wenders, sembra una contraddizione in termini. La prendiamo un po’ alla larga per parlare della bici fixie che, da oggetto d’uso dei primi bike messengers newyorkesi da qualche anno sono diventate un must di una certa cultura “underground”, fino a raggiungere periodicamente, negli ultimi tempi, le riviste patinate. Ora queste bici dalle linee e dalle funzioni essenziali fanno parte di questo circolo, vizioso o virtuoso? Un bene, o un male? Il fatto di rendere cool un mezzo così basilare, non è male, tanto più se c’è “ciccia” come sembra. Di sicuro è un movimento che invita a metterci le mani, che siano bici a scatto fisso o meno, prendersi cura del proprio mezzo, farci l’occhio e non comprare il primo modello di MTB da supermercato. Per questo ben vengano dunque il fiorire di ciclofficine e di piccoli gruppi di meccanici self-made e creativi, magari con un occhio al lato commerciale della faccenda. Come il duo che ha messo radici tra i sampietrini dissestati di Firenze, strappando un articolo al Corriere Fiorentino. Hanno letteralmente fondato Bici Fonderie, in via della Fonderia, dietro La Fondue (spesso alla creatività piace rimanere latente). Solitamente il risultato è una fusion tra pezzi riciclati (telai) e altri (selle, forcelle, pedali) provenienti da chissà qual negozio e-commerce, mentre il momento più ostico e delicato è sempre quello del fissaggio delle vernici. Queste fixie poi fanno fugaci apparizioni sull’asfalto urbano, così come nelle vetrine di negozi o nei cataloghi dei designer. Andrebbe invece approfondito l’origine italiana del nome Cicli Berlinetta, che in realtà sono ragazzoni tedeschi che hanno montato il loro business di bici vintage e gadget vari a Berlino, spingendo molto anche sulle modelle in posa in abiti da ciclista. Altri come Orco CicliRossignoli di Milano stanno proponendo nel mondo dei pedali le declinazione vintage delle citybike al grande pubblico, curando anche mostre ed eventi.

Bici Berlinetta

Chi ha influenzato chi non conta più di tanto in questo circolo. Ecco allora piccoli marchi che strizzano l’occhio a vecchi marchi nati artigianali e poi divenuti industria, con Cinelli – sponsor dell’European Cycle Messenger Championships – all’avanguardia a fare da ponte fra le due epoche e tendenze. Anche Olmo, come Cinelli esce dal mondo degli specialisti per buttarsi nel design essenziale delle fixie, ma a questo punto la lista dei costruttori votatisi alla causa sarebbe lunga. Per farsi un’idea più critica e filologica delle fixie e della bici urbane in genere, l’altro risultato di questo movimento è un proliferare di blog informatissimi: Movimento Fisso, Milano Fixed, 10Cento, Ciclistica, DodiciCicli, BiciFissa., Pistamania. Mentre per ciò che concerne la categoria Bike Porn, il sito di riferimento è sicuramente TheFixFixFix.

Come ogni pessimo articolo insegna, la notizia sta in fondo. L’ultima tappa che promette di rivoluzionare questo stile urbano, deve ancora arrivare – in attesa di brevetto – ma è stata già presentata all’ultima Conferenza Internazionale sul Clima di Copenhagen. Il capofila del progetto è niente meno che il Mit di Boston sotto la supervisione di Carlo Ratti; la ciclistica è firmata Cinelli; l’implementazione dell’apparato “ibrido” è sviluppato da Ducati Energia; il cofinanziamento del progetto è del Ministero dell’Ambiente italiano. La Copenhagen wheel era stata annunciata per questa primavera, con un prezzo interessante che non dovrebbe superare i mille euro. Con un design che richiama esplicitamente il mondo delle fixie, si tratta di una bicicletta ibrida sul cui mozzo della ruota posteriore è fissato un gruppo dotato di una batteria elettrica che si ricarica sfruttando la forza inerziale delle frenate. Con la rete bluetooth è possibile avere i dati di base (velocità, km, traffico) sul proprio smartphone fissabile sul manubrio, con un’applicazione che dettaglia le informazione del traffico cittadino, smog, ecc. provenienti dal web.

La “ciccia”, dunque, pare esserci. Moda o non moda, il giorno che un ragazzetto, anziché in sella al suo scooter di ordinanza, andrà con la propria bici dalla ragazza sentendosi figo, la battaglia sarà vinta. “Più baci, più bici” recitava la recente pubblicità in stile retrò del Comune di Firenze, nostalgie chic da freni a bacchetta. Noi propendiamo un po’ più per una bad girl come questa, da inseguire più che da scarrozzare in canna.

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Città vegetali, città balneabili.

Città vegetali – Cités Végétales – è il titolo di un’esposizione dedicata all’architetto belga Luc Schuiten, fautore del biomimetismo. Disegni, progetti, plastici, filmati per immaginare un futuro delle città che subiscono una metamorfosi secondo un processo di ibridazione col mondo vegetale, creando un tessuto urbano di ecostistemi complementari, qualunque cosa possa significare. I 4000 m2 della mostra per il momento occupano La Sucrèrie di Lione, uno dei centri espositivi della città e il penultimo edificio alla confluenza dei fiumi Rhone e Saone. Da segnalare che giusto l’ultimo edificio della zona all’incontro tra i due fiumi è il Museo de Confluence, i lavori del quale sono stati bloccati perché le fondamenta stanno sprofondando. Più ibridiazione di così!

Sempre a Lyon – una città davvero invidiabile per spazi verdi e mobilità sostenibile –  non si contano i manifesti pubblicitari nei quali la municipalità sventola un premio ricevuto per la sua gestione ecologica (non si sa di cosa), per i 400 ettari di spazi verdi, i 7800 alberi, 880000 piante… Una notizia però desta un certo interesse: si dice che aumentare del 10% la superficie dedicata al “verde” abbassa la temperatura di un grado in un raggio di 100 metri. Mica male. Purtroppo, sul sito di riferimento non esistono specifiche, e neanche la pubblicità stessa, così non possiamo sapere chi ha dato al comune di Lione il premio, per quale motivo, e se è vero che il 10% di verde in più abbassa di una grado la temperature nella zona circostante. In retee altri hanno cercato gli stessi dati senza trovarli, e si chiedono se sia un’operazione di green-wash. Vous êtes a Lyon.

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Essere Fosco Maraini

questi interventi del caso… erano governati da una bussola speciale il cui ago non girava a vuoto, quasi un piatto di roulette pronto a fermarsi dinanzi ad uno qualsiasi dei trecentosessanta gradi in cui si spartisce l’orizzonte, ma puntava almeno genericamente “da qualche parte”. Questa “qualche parte” era il periferico… 

da Case, amori, universi.

Il Firenze Parking Day vorrebbe condividere uno zero virgola per centro dello spirito di Fosco Maraini, almeno quella sua attenzione ciò che è “periferico”. Proprio mercoledì 9 giugno a Firenze, in occasione del Festival del Viaggio, verrà eseguito un reading di alcuni dei suoi resoconti di viaggio. Inutile citare fanfole, formiche ammucchiarone, falangi amputate, pescatrici giapponesi, motociclette, cime tibetane e chilometri di pellicola fotografica. Appuntamento alle 18 alla sezione antropologica del Museo di Storia Naturale se volete scoprire almeno un po’ cosa significa Essere Fosco Maraini.

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5 minuti di Ossigeno!

L’autoproclamato presidente di Kindi, l’associazione che col proprio codice fiscale promuove il Firenze Parking Day, è stato intervistato nel corso di Ossigeno! in onda su Radio Città del Capo di Bologna. Durante la trasmissione quelli di Ossigeno! si sono occupati di come sia possibile trasformare temporaneamente gli spazi adibiti al parcheggio pubblico grazie a progetti artistici e alla libera partecipazione dei cittadini. Si parla dunque di Parkart, un progetto italiano di guerriglia creativa per l’occupazione artistica temporanea di parcheggi auto, e dello stile più “oratoriale” del Firenze Parking Day. Per ascoltare il podcast, ecco il link.

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